Giugno sarà un mese di svolta per l’economia italiana, perché le aziende torneranno a pianificare il loro futuro ed investire, grazie alle riaperture ed all’avanzamento della campagna di vaccinazione anti-Covid. Un futuro che sarà orientato anche dalla nuova strategia europea che si fonda su tre obiettivi: favorire la transizione verde e digitale, rafforzare la resilienza del mercato unico e consolidare l’autonomia strategica del mercato europeo. Il sistema industriale italiano si muoverà lungo questo filone, cercando di conquistare l’autonomia produttiva di alcuni beni “critici”, ma senza dimenticare la sua vocazione all’export e continuando a presidiare mercati internazionali più distanti.
I dati più recenti prevedono una crescita dell’export dell’8,2% nel 2021 e un ulteriore balzo del 5,7% nel 2022, superiore ai dati di crescita dei consumi privati.

Il sistema produttivo italiano sembra pronto ad affrontare le sfide e fronteggiare la potenziale fragilità delle catene del valore globali e le tensioni de contesto geo-economico internazionale. Sembra che sia già sulla buona strada, e la forte vocazione all’export e all’internazionalizzazione del sistema produttivo del Paese, che da sempre rappresenta un forte volano per lo sviluppo economico, richiede un approccio nuovo e più flessibile.

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