Per la Confartigianato si sente profumo di ripresa, e stando ai dati elaborati dall’associazione di categoria l’andamento è positivo anche sotto il profilo dell’occupazione che sale dello 0,4 per cento nel pesarese dove torna a risalire anche l’impiego delle donne nel mondo del lavoro. Si ha un incremento del 3 per cento non tanto rispetto al 2020, quanto rispetto al 2019. In più sono aumentate, nel corso del secondo trimestre, anche le iscrizioni di nuove imprese rispetto a quelle che hanno cessato l’attività. Il dato è positivo per un totale di 66 nuove imprese.

Ma lo studio di Confartigianato dice anche un’altra cosa e cioè “che la provincia di Pesaro fa registrare il trend più positivo dell’export nei settori a maggior concentrazione di medie e piccole imprese con una importante crescita del 14,1 per cento”. Dato questo che viene raffrontato non tanto rispetto al primo trimestre dello scorso anno, quanto allo stesso periodo del 2019, e cioè pre-covid. “Si tratta di un quadro tra luci e ombre – dicono Graziano Sabbatini e Marco Pierpaoli della Confartigianato –, ma di certo accogliamo favorevolmente i dati dell’export, così come il buon andamento turistico sia nella costa che nell’entroterra, che impatta nell’artigianato dei servizi, della ristorazione e dei consumi in generale. Fatto, questo, che darà impulsi positivi anche al resto dell’economia. Piccoli segnali positivi che infondono fiducia. Le nostre imprese hanno dimostrato di avere grande forza per resistere tra le mille difficoltà di questo lunghissimo anno e mezzo di pandemia. E’ da qui che dobbiamo ricominciare – concludono Sabbatini e Pierpaoli – dalla forza dei nostri imprenditori e della loro capacità di rialzarsi, senza dimenticare la necessità di continuare a sostenerli con misure adeguate”.

Arriva un quadro della situazione industriale anche da parte della Cna che mette in rilievo tra gli altri punti l’incremento che si è avuto di imprese iscritte alla Camera di Commercio in settori di punta. Dice il sgretario regionale Otello Gregorini: “Sono i servizi a contenuto di conoscenza che trainano il tessuto imprenditoriale. Lo dimostrano i tassi di crescita tra primo e secondo trimestre per attività professionali scientifiche e tecniche (+1,9%), per attività collegate all’istruzione (+2,8%), per attività artistiche sportive e di intrattenimento (+2,4%)”.

Aggiunge Gregorini: “Adesso si tratta di consolidare questa ripresa puntando sui fondi in arrivo dal Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza) e contando sul fatto che il sistema produttivo non venga frenato da nuove chiusure per colpa dell’epidemia. Confidiamo molto sulla campagna vaccinale. Serve responsabilità nel completare il ciclo vaccinale e nel mantenere i comportamenti corretti per contenere la diffusione del virus. Il mondo delle imprese riprende fiato ora dopo mesi durissimi e il messaggio che Cna lancia è chiaro e semplice: vaccinarsi ora per non fermarsi ancora”.

Nell’incremento delle imprese che si sono registrate nel secondo trimestre, va sottolineato il fatto, a parte il settore del terziario, che un numero molto importante lo fa registrare il settore delle costruzioni dove evidentemente la domanda è molto forte.

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