I risultati favorevoli del comparto in termini di valore sono stati però accompagnati da contrazioni in volume: attorno al -3,5% per ciò che concerne le paia vendute oltre i confini nazionali e un calo del 7,7% per la componentistica, con trend insoddisfacenti a novembre e dicembre

 

Stando ai dati Istat elaborati dal Centro studi di Confindustria moda per Assocalzaturifici, nell’intero 2018 l’export di calzature e componentistica ha superato 9,85 miliardi di euro, con un incremento complessivo del 3,6% rispetto ai 9,51 miliardi dell’anno precedente.

I risultati positivi in valore sono stati però accompagnati da contrazioni in volume: attorno al -3,5% per ciò che concerne le paia vendute oltre i confini nazionali e un calo del 7,7% per la componentistica, con trend insoddisfacenti sia a novembre che a dicembre.

I dati evidenziano un arretramento in valore, rispetto al 2017, in tre delle otto principali regioni esportatrici: Campania (-12,8%), Marche (-4,1%) ed Emilia Romagna (-2,1%). Le contrazioni in queste aree sono state presumibilmente causate dall’aumento medio dei prezzi, di oltre l’8%.

Un sensibile incremento è stato registrato in Lombardia, con una crescita del 19,4% rispetto a ottobre-dicembre 2017. È stato registrato un incremento del 9% in Toscana e del 4% in Veneto, che realizza da sola oltre un quarto del fatturato estero; debole l’aumento per la Puglia, +1,8%. Le altre regioni, che coprono assieme circa il 5% dei flussi in valore, registrano la performance migliore con una crescita del 23,2%, trainate dalla crescita dell’Abruzzo.

Per quanto riguarda il quarto trimestre, è stato caratterizzato da una nuova accelerazione per le vendite estero di calzature e componentistica che, dopo un terzo trimestre fiacco (+0,9%), segnano un +7,4% tendenziale in valore.

Il risultato positivo si scontra però con la frenata dei volumi (-6,3% il calo delle paia per le calzature finite), a conferma del quadro ancora complesso della domanda internazionale e delle difficoltà registrate in diversi distretti produttivi. L’impennata nei prezzi medi sottende buoni andamenti per le produzioni dell’alta gamma, ribadendo al tempo stesso il ruolo determinante, nei risultati settoriali, svolto dai grandi brand internazionali del lusso.

A proposito dei principali mercati di export, ben 6 regioni su 8 hanno come principale cliente un paese dell’Unione Europea: 4 la Francia (Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Campania) e 2 la Germania (le Marche e il Piemonte). Solo Lombardia e Toscana hanno quale prima destinazione un mercato extra-Ue, rispettivamente Usa e Svizzera, in entrambi i casi in forte crescita (attorno al 30%).

Ha registrato una nuova battuta d’arresto in quasi tutte le regioni l’export verso la Russia (-11% la media nazionale). Unica eccezione la Lombardia, che ha segnato un incremento del 6,1% sull’anno precedente.

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