La cosmetica italiana non è solo aziende di produzione di rossetti e mascara, ma un’intera filiera, un nuovo distretto italiano che corre veloce: infatti, i dati del settore mostrano un business sano e che continua a investire in ricerca e innovazione: oltre il 65% del make-up consumato in Europa è prodotto da aziende italiane e l’export dei nostri prodotti continua a seguire un trend positivo. Non solo nel 2018 il valore della produzione, il fatturato delle imprese, è cresciuto del 2% raggiungendo gli 11.200 milioni di euro con un balzo dell’export del +3,5%, ma le previsioni per l’anno in corso fanno prevedere un’espansione del fatturato del +2,6%. Con l’e-commerce della cosmetica che cresce del +10%, leggermente meno del 2017 ma sempre a due cifre in un panorama di consumi che frena. Ormai le realtà di successo dell’e-commerce nel beauty hanno dimensioni più grandi e dunque in valori assoluti la crescita è sempre notevole. L’export va verso gli Usa per oltre il 20%, Germania +7,3% e poi Francia +3,3%, Spagna e Regno Unito, principalmente. E per il futuro, oltre alla forza dello sbocco sul mercato americano che si conferma grande estimatore del made in Italy, la Cina e l’Asia nel suo insieme sempre più sono opportunità di mercato per i nostri prodotti anziché concorrenti come ieri.

Dalla fotografia del settore, con la lettura dei bilancio aziendali, emerge anche l’evoluzione positiva dei fatturati nel biennio 2016-17 (del 10%), e il continuo rafforzamento della patrimonializzazione (al 29,6% per le aziende di produzione cosmetica e al 21,4 per le aziende di distribuzione cosmetica), senza contare che nel settore sono particolarmente diffuse le imprese champion, oltre 130, la metà in Lombardia tra Lodi e Crema soprattutto. A seguire Parma, Roma, Bergamo, Milano, Firenze, Monza e Brianza, Como, Bologna, Torino e Padova.

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