«Permettetemi di darvi una concreta anticipazione: dal 18 settembre sarà online il portale unico per l’internazionalizzazione, export.gov.it, che sarà disponibile per tutte le imprese, con strumenti innovativi». È quanto ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel suo intervento alla tappa romana del roadshow del Patto per l’Export. All’incontro ha partecipato anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che ha espresso un giudizio positivo sulla scelta di trasferire al ministero degli Affari esteri le competenze in materia di internazionalizzazione delle aziende. La quinta tappa del Roadshow del “Patto per l’export” è stata organizzata dalla Farnesina in collaborazione con Ice-Agenzia, Sace, Simest, Conferenza delle Regioni e UnionCamere.

«Il ministro Luigi Di Maio – ha detto Conte – sta dando una grande prova, della bontà dell’intuizione che abbiamo avuto a livello di governo: trasferire alla Farnesina le competenze in materia di commercio internazionale e dell’internalizzazione delle imprese». «Il coronavirus ha rappresentato un po’ il “cigno nero” – ha aggiunto il capo del governo – ma l’Italia ha saputo reagire con una grande capacità di resilienza». Conte ha sottolineato come nelle visite all’estero ha «avuto modo di apprezzare la qualità dell’azione» della Farnesina.

Il presidente del Consiglio ha ricordato che «le esportazioni sono state l’unica componente del Pil a crescere ininterrottamente dal 2010 a oggi, fornendo un apporto imprescindibile alla crescita dell’intero Paese. Basti pensare che nel 2019 l’export ha superato la cifra record di 475 miliardi di euro, con un saldo attivo della bilancia commerciale che ha sfiorato i 53 miliardi di euro. Il merito principale di questi risultati – ha aggiunto – è naturalmente dei nostri imprenditori».

Il capo del governo ha anche ricordato che «inevitabilmente il nostro export, che a gennaio e a febbraio continuava a correre come negli anni passati (con un aumento rispettivamente del 2,3% e del 7% in rapporto al 2019), ha subìto una dura battuta d’arresto nei mesi del lockdown. Il coronavirus rappresenta indubbiamente un “cigno nero”, che il Paese ha però imparato a combattere settimana dopo settimana».

I margini per una ripresa ci sono: «Sulla scia della crescita di maggio (+35%) rispetto ai dati di aprile, a giugno si è consolidata – con un +14,4% – la ripresa congiunturale dell’export sia verso i mercati Ue che extra-Ue – ha spiegato -. Pur con la prudenza che è d’obbligo nelle attuali circostanze, questi dati ci fanno ben sperare per l’autunno che sta arrivando».

Il Patto per l’export, ha ricordato il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli, è «l’idea giusta al momento giusto». Ma sarà efficace, ha aggiunto, «se gli investimenti saranno rapidi nel raggiungere le imprese e se saprà aumentare le quote di export ed il numero delle imprese esportatrici». Le Camere di commercio, ha ricordato Sangalli, «hanno una lunga storia alle spalle a servizio dell’internazionalizzazione, basti pensare a Promos Italia e alle Camere di commercio italiane all’estero che sono anche un presidio fondamentale per attrarre investimenti dall’estero». Le Camere potranno essere anche il futuro dell’internazionalizzazione nell’impegno su un altro tema, quello del digitale. «Oltre 200mila imprese in questo triennio – ha detto Sangalli – si sono rivolte alle Camere per imparare a utilizzare gli strumenti della digitalizzazione; tante quante sono oggi le imprese italiane che esportano».

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