L’Italia si conferma secondo fornitore europeo di macchine utensili in Russia: cresce l’export e crescono anche le sinergie extraproduttive, con due protocolli d’intesta firmati da UCIMU e Politecnico di Milano.

L’ “industria delle industrie” (come viene definita la produzione di macchine utensili) italiana continua a guardare alla Russia con interesse. Nel 2018 le esportazioni italiane di macchine per la lavorazione dei metalli verso la Federazione Russa sono cresciute del 17,7% rispetto al 2017 e valgono 138 milioni di euro: l’Italia si conferma terzo fornitore della Russia.

Il mercato russo vive un momento di svolta, grazie all’impulso dato dal governo alla modernizzazione del sistema produttivo ed infrastrutturale del paese, nell’ambito del piano dei “progetti d’interesse nazionale”.  Nella prima parte dell’anno in corso il valore delle importazioni italiane verso la Russia ha raggiunto la somma di 48,7 milioni di euro, con una quota di mercato del 16,4%. 

Siamo al terzo posto dopo Germania e Giappone. Siamo conosciuti in tutto il mondo per l’alto livello tecnologico, gli alti standard produttivi, le capacità di personalizzare il prodotto in base alle esigenze del cliente, e di formare il cliente. Negli ultimi anni grazie ai provvedimenti del nostro governo tutte le snotre aziende hanno investito in digiitalizzazione, interconnessione, controllo e assitenza remota, sensorizzazione: tutte le nostre macchine utensili di nuova generazione hanno questi elementi tecnologici.La Russia per noi è un mercato estremamente importante e siamo sicuri che la nostra tecnologia è importante per le aziende russe. Il mercato russo è il 7° mercato di sbocco per le aziende di macchine utensili italiane. L’Italia rappresenta il secondo fornitore europeo di macchine utensili in Russia, ma si può fare di più.

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