Diversificare con nuovi canali commerciali all’estero.

Oggi più che mai le imprese stanno lottando contro un nemico invisibile e inesorabile. Purtroppo certe filiere sono state compromesse e lo saranno, ahimè, per molto tempo.
Riteniamo giusto, in questo momento ricordare il termine “impresa” che ora più che mai ha la sua giusta valenza visto come gli imprenditori stanno combattendo per vincere questa ulteriore sfida. Non è facile. Ma già in altre occasioni i nostri imprenditori hanno saputo rialzare la testa e contribuire allo sviluppo dell’economia e del nostro Paese.
Come fare però, se ci sono settori fermi?

La risposta è: reinventarsi , diversificare cercando nuovi canali di vendita all’estero su settori o filiere che non sono stati costretti a fermare le attività’, magari in settori strategici o essenziali. Si pensi al settore alimentare, biomedicale, prodotti per laboratorio, energia, rifiuti, antinfortunistica, assicurazioni,  ricerca, hardware, software, ict, istruzione, pubblica amministrazione. ……
Insomma ci sono tutta una serie di settori che ora stanno “marciando” e che hanno, nella loro filiera produttiva, moltissimi fornitori, anche di prodotti standard.
Non necessariamente hanno bisogno di prodotti su misura che necessitano uno studio preliminare e la realizzazione di qualcosa ad hoc. Non dimentichiamo poi che le aziende virtuose saranno quelle che riusciranno a mantenere i loro clienti ma purtroppo, però, alcune altre non ce la faranno dando così spazio ad ulteriori fornitori.
Questo le aziende estere lo sanno e proprio in questo periodo, valutano nuovi fornitori, sopratutto italiani, che possono garantire la continuità della produzione.
Come trovare quindi nuovi clienti in altri settori essenziali e strategici?
Qui ci vengono in aiuto i TEM (Temporary Export Mananager): manager professionisti conoscitori di certe specifiche tipologie di clientela e dei mercati esteri.
In questo periodo i TEM , stanno lavorando in remoto con le nuove metodologie “ imposte” dal coronavirus. Zoom, Skipe call, Whereby ecc. sono le nuove modalità di contatto “imposte” dal Coronavirus.

All’estero già venivano utilizzate ma oggi, ovviamente, l’uso è giocoforza  maggiore. I manager quindi continuano questa attività di semina, propedeutica al momento in cui si potrà’ tornare alla normalità. Semina necessaria purché, in questo modo, al rientro i nuovi clienti contattati saranno pronti a valutare o inserire direttamente nuovi fornitori qualificati.
Noi di Seles stiamo continuando a lavorare in questo periodo proprio perché le aziende estere sono ricettive  ed interessati ad essere messi in contatto con nuove potenziali fornitori italiani (visto anche che siamo stati i primi a reagire alla crisi…).
Molti imprenditori stanno già pensando alla cosiddetta “Fase 2”, al rilancio, a programmare con anticipo il futuro. Seles, vuole supportare l’imprenditore in questa scelta analizzando e verificando quali possono essere, per l’azienda, nuovi canali di vendita alternativi e proficui.

Proprio in questo periodo ci sembra giusto offrire questa iniziale analisi in modo del tutto GRATUITO.
Successivamente, se il nostro cliente lo riterrà, potrà usufruire del  nostro servizio di Temporary Export Management a condizioni economiche agevolate.

#celafaremo

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