Nei primi sette mesi del 2021 si registra un aumento del 9% di prenotazioni

Con un giro d’affari di 62,7 miliardi di dollari, gli Stati Uniti si attestano universalmente come il Paese con il maggior consumo di vino al mondo. L’Italia è tra i Paesi capofila delle nazioni trainanti per incremento di esportazioni. Tutto merito di un marchio in grado di valorizzare i prodotti non solo nel settore vitivinicolo, ma anche in quello gastronomico e della moda. A frenare le esportazioni Oltreoceano erano stati i dazi doganali. Ora sono stati sospesi con un ritorno alla normalità dei rapporti economici tra Usa ed Unione europea. Tra i prodotti che rischiavano maggiormente di essere colpiti c’erano i vini doc locali. Grazie alla qualità della produzione, continuano a crescere sulla maggior parte dei mercati internazionali tanto che hanno fatto segnare un generale aumento del +8,9% nei primi sette mesi, nonostante la situazione emergenziale dovuta al Covid. Tra i liguri più richiesti si contano ben 8 vini doc (Doc 5Terre, Doc Rossese di Dolceacqua, Doc Riviera Ligure di Ponente, Doc Golfo del Tigullio – Portofino, Doc Val Polcevera, Doc Colline di Levanto, Doc Colline di Luni e Doc Ormeasco di Pornassio), ma anche e i 4 IGT ovvero Colline del Genovesato, Liguria di Levante, Colline Savonesi, Terrazze dell’imperiese. Dunque il mondo vitivinicolo, può tirare un sospiro di sollievo: gli Stati Uniti rappresentano nell’agroalimentare made in Italy il primo mercato di sbocco fuori dai confini comunitari per un valore record di 4,9 miliardi in cibi e bevande nel 2020 ma in calo del 2% nel primo trimestre del 2021 secondo elaborazioni su dati Istat. Dopo l’elezione del nuovo presidente Usa va quindi rafforzato il più possibile il dialogo ed evitare anche in futuro uno scontro che potrebbe rischiare di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati in un momento drammatico per gli effetti della pandemia. Dunque ci si può ritenere soddisfatti perché è stato fatto un passo essenziale per avviare una crescita comune in un momento di uscita e ripresa post Covid.

Le esportazioni di prodotti agroalimentari vengono spesso colpite da guerre commerciali che nulla hanno a che vedere con le produzioni stesse. Il superamento di queste guerre è senza dubbio una necessità a livello globale per favorire il rilancio dell’economia e dell’occupazione dopo una situazione di crisi come quella che abbiamo appena vissuto a causa del Covid. Anche per la regione Liguria, e soprattutto per il comparto vitivinicolo, gli Stati Uniti rappresentano un importante mercato di sbocco fuori dai confini comunitari, dove la qualità soprattutto dei vini Doc continua a far crescere la notorietà e l’apprezzamento del Made in Liguria. Importante a questo proposito la vetrina «Milano Wine Week» con la serata evento «Food Ambassador by Liguria». Sono stati presentati diversi piatti e specialità tradizionali a cui sono stati abbinati altrettanti vini che sono un manifesto delle tradizioni regionali, punta di diamante di quello che la Liguria offre.

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